Tra il 1975 e il 1980 Peter Sutcliffe assassinò 13 donne e tentò di ucciderne altre sette. Arrestato nel 1981, trascorse il resto della vita in detenzione.
Peter Sutcliffe, nato il 2 giugno 1946, è stato uno dei più famigerati serial killer britannici. Soprannominato dalla stampa “Yorkshire Ripper”, venne condannato per l’omicidio di 13 donne e per il tentato omicidio di altre sette, in una serie di aggressioni avvenute nel nord dell’Inghilterra tra il 1975 e il 1980.

Peter Sutcliffe: cinque anni di omicidi e una caccia all’uomo enorme
La prima vittima per la quale Sutcliffe venne condannato fu Wilma McCann, uccisa a Leeds nell’ottobre 1975. Negli anni seguenti gli omicidi continuarono tra Yorkshire e nord-ovest dell’Inghilterra. Le vittime non erano esclusivamente prostitute, nonostante parte dell’indagine e della copertura mediatica dell’epoca si fosse concentrata inizialmente su questa convinzione.
La caccia al responsabile divenne una delle più grandi indagini mai condotte fino ad allora da una forza di polizia britannica. L’inchiesta fu però segnata da importanti errori. In particolare, lettere e una registrazione inviate da un uomo che sosteneva falsamente di essere l’assassino portarono gli investigatori a concentrarsi su un sospettato con un accento dell’area di Sunderland. Il responsabile di quella falsa pista, conosciuto come “Wearside Jack”, non era Sutcliffe.
Nel frattempo Sutcliffe era stato interrogato dalla polizia più volte, senza essere identificato come l’autore degli omicidi.
L’arresto, 20 ergastoli e la morte nel 2020
Sutcliffe venne arrestato a Sheffield nel gennaio 1981 dopo essere stato fermato insieme a una prostituta. Gli agenti scoprirono che la sua automobile aveva targhe false. Successivi controlli portarono al ritrovamento di un coltello e di un martello che aveva nascosto nei pressi del luogo del fermo. Durante gli interrogatori confessò gli omicidi.
Al processo all’Old Bailey nel 1981 venne riconosciuto colpevole di 13 omicidi e sette tentati omicidi e ricevette 20 condanne all’ergastolo.
Nel 1984, dopo una diagnosi di schizofrenia paranoide, fu trasferito al Broadmoor Hospital. Nel 2010 l’Alta Corte stabilì che non avrebbe mai potuto ottenere la libertà. Invece nel 2016 tornò in carcere, all’HMP Frankland.
Peter Sutcliffe morì in ospedale il 13 novembre 2020, a 74 anni, mentre era ancora detenuto. Aveva contratto il Covid-19 e soffriva di diverse patologie preesistenti.